Canapa legale italiana come biocombustibile: la nuova scoperta

Canapa legale italiana come biocombustibile

Attraverso gli scarti agricoli della cannabis legale, è possibile realizzare un combustibile in grado di carburare impianti o macchinari industriali. Dai semi di canapa è poi possibile produrre un biodiesel capace di alimentare anche mezzi pesanti

Biomasse in grado di riprodurre un biocombustibile per alimentare motori industriali e impianti elettrici. È la recente scoperta che ha portato la cannabis light ad un nuovo utilizzo come carburante. Dagli studi e da alcune sperimentazioni, si è scoperto come incendiando rifiuti organici, piante secche o scarti agricoli si può alimentare l’accensione di un macchinario e il suo mantenimento. La parte secca delle piante, infatti, legname e foglie secche, sostituendo il carburante generico. La cannabis legale italiana rientra tra i possibili combustibili, anzi: la canapa (in questo caso quella sativa) risulta essere un buon materiale d’impiego poiché contiene in sé gran parte di legnina. La combustione produce etanolo, carburante rinnovabile prodotto proprio da scarti vegetali. Tale prodotto è ricavato in grande quantità dalla combustione di cannabis italiana, ottenendo anche metanolo. Attraverso un processo di pirolisi, si potrà così alimentare i mezzi a motore con biocombustibile, lasciando fermentare i succhi e gli oli ottenuti dalle piante, togliendone l’ossigeno.

Biodiesel con i semi di cannabis legale
Se inoltre, dalla cellulosa della cannabis in Italia si può ottenere dell’etanolo, dai semi della canapa si è in grado di ottenere un biodiesel, effetto della trans-esterificazione di alcuni oli vegetali mescolati tra loro (tra questi anche la canapa), miscelata a loro volta con l’alcol etilico e metilico. Questa grande scoperta può portare a rivoluzionare tutto il mondo della carburazione e combustibile, soprattutto dei mezzi pesanti. Il biodiesel prodotto, in questo caso l’etanolo, può aiutare in effetti nell’accensione e mantenimento di mezzi di locomozione con consumi più elevati ma che richiedono prestazioni di altissimo livello come aerei, navi o ancora i treni merci. Con l’utilizzo del biodiesel inoltre, si può arrivare a produrre un gruppo di centrali elettrogene per un’energia più pulita e rinnovabile.

Una scoperta che porta non solo la marijuana legale in Italia ad un utilizzo più ampio, ma può rappresentare un miglioramento e un grande passo in avanti anche a livello ambientale. Con la combustione di gas e diesel vi è un grande numero di emissioni di ossido e biossido di carbonio: emissioni inquinante che vengono ridotte notevolmente con il biocarburante fatto di marijuana light. In quest’ultimo non vi sono contenuti idrocarburi aromatici e sono privati anche del forte odore di benzene. Il biodiesel, inoltre, risulta essere anche sicuro poiché ha un grado d’infiammabilità 3 volte più basso del diesel comune. Ad oggi, la cannabis legale in Italia, non è ancora utilizzata come combustibile, ma nel resto del mondo molti sono i progetti e gli studi che vedono mix di biocombustibile di cannabis legale con mix di diesel normale.